Eduscopio sul Quadriennale
Testo a cura del Dirigente Scolastico Alfonso D'Ambrosio.
Eduscopio: cosa misura davvero (e cosa invece non può dirci)
In questi giorni molti giornali titolano: “Le migliori scuole secondo Eduscopio”.
È un’espressione efficace, ma profondamente fuorviante.
Eduscopio è uno strumento utile e serio, realizzato dalla Fondazione Giovanni Agnelli, ma non nasce per dire quali scuole “sono migliori”.
Nasce solo per osservare gli esiti dei diplomati dopo l’uscita dalla scuola superiore.
Che cosa misura, concretamente?
Per i licei e gli istituti tecnici orientati all’università
- la media dei voti ottenuti dagli ex studenti al primo anno di università;
- la percentuale di crediti acquisiti, cioè quanto sono “in pari”.
Questi due elementi vengono combinati in un unico indice: l’Indice FGA (Fondazione Giovanni Agnelli).
In sintesi: come vanno i diplomati nei primi esami universitari.
Per i tecnici e i professionali orientati al lavoro
- se trovano un’occupazione dopo il diploma;
- quanto tempo impiegano;
- se il lavoro è coerente con gli studi.
Sono dati importanti, certo.
Sono dati su cui ogni scuola ha il dovere di riflettere.
Ma descrivono solo una parte del lavoro di una scuola.
Perché questi dati non bastano per dire chi è “migliore”?
Per tre motivi molto semplici.
Eduscopio non misura la qualità della didattica
- come si insegna nelle classi;
- quali metodologie vengono utilizzate;
- come si lavora sulle competenze;
- la qualità delle relazioni educative;
- il livello di personalizzazione.
Una scuola può avere risultati universitari altissimi e, al tempo stesso, una didattica povera o molto selettiva.
Un’altra può lavorare in modo eccellente sulla crescita di tutti gli studenti, anche di quelli più fragili, e avere esiti post-diploma meno immediati.
Eduscopio non misura inclusione, benessere e ambienti di apprendimento
- come una scuola accoglie chi è in difficoltà;
- se gli studenti stanno bene e si sentono ascoltati;
- se ci sono ambienti innovativi, laboratori, didattica attiva;
- se la scuola è davvero una comunità educante.
Eppure questi aspetti sono spesso ciò che cambia la vita di uno studente.
Gli esiti di Eduscopio sono influenzati dal contesto sociale
Le scelte universitarie, la regolarità negli studi e la velocità con cui si trova lavoro dipendono anche dal background familiare, dalle opportunità del territorio e dalle risorse economiche e culturali.
Eduscopio lo sa, lo dichiara e invita a leggere i dati con cautela.
Allora a cosa serve Eduscopio?
- a riflettere sui risultati;
- a capire se i diplomati proseguono gli studi con efficacia;
- a verificare se trovano un lavoro coerente;
- a osservare le traiettorie dopo la scuola.
Serve come indicatore di esito, non come classifica di merito.
Indicatore di esito, non classifica di merito.
E cosa non ci dirà mai?
- dove gli studenti stanno meglio;
- dove si impara a collaborare, a pensare, a crescere;
- dove si costruisce una comunità inclusiva;
- dove si accendono passioni e talenti;
- dove un bambino o un adolescente trova adulti significativi.
E questo, per molte famiglie, vale più di qualsiasi punteggio.
Eduscopio è uno strumento prezioso, ma parziale.
Offre spunti, dati e domande utili, ma non racconta la complessità di una scuola né il lavoro quotidiano di insegnanti, studenti e famiglie.
Le scuole non sono “migliori” o “peggiori”:
sono luoghi diversi, con storie, territori, studenti e missioni educative differenti.
Ed è nella vita reale delle classi che si misura, davvero, il valore di una scuola.
